Redditometro: un attacco all’evasione, ma solo quella spudorata

Premessa:

Il “nuovo” redditometro ha visto la luce: nella Gazzetta ufficiale dello scorso 4 gennaio 2013, infatti, è stato pubblicato il decreto 24 dicembre 2012, relativo alla modalità di determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche. In linea generale, il nuovo strumento consente di ricostruire il reddito delle persone fisiche prendendo come riferimento le spese sostenute del corso dell’anno, etale dato lo si ricava sia dalle informazioni presenti nelle banche dati dell’Anagrafe tributaria sia dalle spese medie che risultano dalle indagini ISTAT. Oltre alle spese, viene dato rilievo agli incrementi patrimoniali, al netto, però, dei mutui/finanziamenti e dei disinvestimenti effettuati nell’anno di effettuazione della spesa e nei quattro precedenti. Rimane ovviamente ferma la facoltà di prova contraria: il contribuente, oltre al possesso di redditi legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile, può altresì dimostrare il diverso ammontare della spesa attribuita tramite il “redditometro”. In riferimento al funzionamento dello strumento, il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha recentemente annunciato che in vista delle specificità del redditometro, l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate è orientata verso i fenomeni di evasione spudorata: non verranno ad esempio prese in rilievo posizioni che presentano scostamenti fino a 1.000 euro al mese, ovvero 12.000 complessivi all’anno.

In virtù delle innovazioni apportate dal DL 78/2010, sono stati comple­­tamente modificati i co. 4 – 7 dell’art. 38 del DPR 600/73, in re­la­zio­ne all’accertamento sintetico dei redditi delle persone fisiche.

Il sistema previgente, sotto questo aspetto simile a quello introdotto dal DL 78/2010, contemplava due tipo­lo­gie di rettifica sintetica:

  • una prima, fondata sul c.d. “redditometro”, ove l’imponibile veniva quanti­fi­ca­to sulla base di appositi coefficienti individuati con il DM 10.9.92, aventi valore di presunzione legale relativa;
  • una seconda, basata sulla spesa patrimoniale, ove si presumeva che alla ca­pacità di spesa del contri­buen­te (de­rivante, ad esempio, dall’acquisto di un immobile) avesse corrisposto, al ricorrere di determinate circostanze, una ca­pacità contributiva non dichiarata.

La ratio delle modifiche è rinvenibile, come specifica l’art. 22 del DL 78/2010, nel “fine di adeguare l’ac­cer­ta­mento sintetico al contesto socio-economico, mutato nel corso dell’ultimo decennio, rendendolo più ef­ficien­te e dotandolo di garanzie per il contribuente, anche mediante il contraddittorio”.

 

Il “nuovo” art. 38 del DPR 600/73 prevede che:

  • l’ufficio può sempre determinare in via sintetica il reddito del contribuente sulla base delle spese di qualsiasi genere sostenute nel periodo d’imposta, salva la prova, fornita dal contribuente, che le stesse sono state sostenute grazie a proventi non imponibili;
  • la determinazione sintetica del reddito può essere eseguita in virtù di specifici “fatti indice”, individuati con apposito decreto ministeriale, dif­fe­ren­ziati in funzione del nucleo familiare e dell’ambito territoriale di appartenenza;
  • l’utilizzo della rettifica sintetica postula che il reddito complessivo accertabile si discosti di almeno un quinto da quello dichiarato;
  • prima dell’emanazione dell’accertamento, occorre la previa instaurazione del contraddittorio con il contribuente;
  • dal reddito determinato sinteticamente sono deducibili gli oneri di cui all’art. 10 del TUIR e spettano le detrazioni d’imposta per le spese previste dalla legge.

Le differenze sostanziali del nuovo redditometro

Di seguito illustriamo le principali differenze tra il nuovo ed il vecchio redditometro, che come abbiamo anticipato in premessa, è stato oggetto di numerose modifiche.

DIFFERENZE TRA VECCHIO E NUOVO ACCERTAMENTO

 

Nuovo redditometro

Vecchio redditometro

Condizioni di  applicabilità
dell’accertamento

Il reddito dichiarato dal contri­buente de­ve discostarsi, an­che per un solo periodo d’im­posta, di un quinto rispetto a quel­lo accertato.

Il reddito netto dichiarato dal con­tri­bu­ente deve discostarsi da quello accer­ta­to per un quarto. Nel caso del “red­dito­metro”, lo   scostamento de­­­ve pro­trar­si per almeno due pe­rio­di d’impo­sta.

Incremento della
spesa patrimoniale

La rettifica può  basarsi su ogni spesa sostenuta  dal con­tri­buente nel perio­do d’im­po­sta.

La spesa per   incrementi patri­mo­niali si presume effettuata, per quo­­­te co­stanti, nell’anno in cui è sta­ta soste­nuta e nei quattro pre­cedenti.

Oneri deducibili

Dal reddito determinato sinteticamente sono   deducibili gli oneri di cui all’art. 10 del TUIR.

Era prevista   l’indeducibilità degli oneri di cui all’art. 10 del TUIR.

Detrazioni   d’imposta

Competono gli   oneri per le spese de­trai­bili sostenuti dal contribuente.

 

Indici   redditometrici

Gli indici sono determinati dal DM 24.12.2012 (da ag­­giornare ogni   due an­ni), che tiene conto di “ana­li­si di campio­ni signi­fica­tivi di   contri­buenti”, differen­ziati an­che in funzione del nu­cleo fa­mi­lia­­re e   dell’area ter­ri­toriale di appartenen­za.

Gli indici sono   determinati con il DM 10.9.92 (l’adegua­men­to bien­na­le è previsto dallo   stesso decreto).

Prova contraria

Il contribuente può dimostrare che la spesa è stata so­ste­nu­ta con   redditi di­ver­si da quel­li pos­seduti nello stesso perio­do d’imposta, o   con red­diti esen­­ti o, co­mun­que, legal­men­te e­sclu­­­si dalla forma­zione   della base imponibile.

Il contribuente,   anche prima del­l’ema­na­zio­ne dell’accertamento, pro­­ducendo idonea   documen­ta­zio­ne, può dimostra­re che il maggior im­ponibile deriva in tutto   o in parte da redditi esenti o da redditi sog­getti a ritenuta alla fonte a   titolo d’imposta.

Contraddittorio

Prima di emanare   l’accerta­mento, l’uf­fi­cio ha l’obbligo di convocare il contri­buente ai   fini del procedimento di ade­sione di cui al DLgs. 218/97.

 

Mancata risposta
agli inviti dell’ufficio

 

L’accertamento sintetico è ammes­so an­che ove il contribuente non ab­bia   da­to seguito agli inviti a com­­parire degli uf­fici o alla com­pi­lazione   dei questio­nari.

Determinazione sintetica del reddito e modalità di ricostruzione

Il DM 24.12.2012 detta le modalità di determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche, in attuazione del “novellato” art. 38 del DPR 600/73: come prima considerazione, è d’obbligo rilevare che, con tutte le criticità che possono essere mosse al nuovo strumento, esso si palesa, sotto vari aspetti, maggiormente attendibile rispet­to al precedente.

Quale regola generale, ora l’imputazione del maggior reddito si basa sulle spese a vario titolo sostenute dal contribuente, e tale dato emerge principalmente da tre fattori:

  • le spese relative a dati in possesso dell’Amministrazione finanziaria in quanto presenti nelle banche dati dell’Anagrafe tributaria;
  • le spese medie risultanti dalle indagini ISTAT;
  • gli incrementi patrimoniali al netto dei disinvestimenti;
  • eventuali elementi “diversi” da quelli elencati, qualora siano disponibili dati relativi alla spesa sostenuta per l’acquisizione del servizio e del bene e per il relativo mantenimento;
  • la quota di risparmio riscontrata, formatasi nell’anno.

Nel modello antecedente, invece, il DM 10.9.92 prendeva in considerazione vari beni che costituivano “fatti in­di­ce” di capacità contributiva (auto, immobili, aeromobili), e, sulla base di ciò, veniva imputato un reddito presunto la cui logica risiedeva nel fatto che al possesso di detti beni avrebbe dovuto, necessariamente, corrispondere un certo indice di spesa.

L’art. 38 del DPR 600/73 post DL 78/2010 stabilisce che nell’attuazione del “redditometro” occorre tenere in consi­derazione il “contenuto induttivo di elementi indicativi di capacità contributiva individuato mediante l’ana­li­si di campioni significativi di contribuenti, differenziati anche in funzione del nucleo familiare e dell’area ter­ri­to­riale di appartenenza”. Tanto premesso, il DM 24.12.2012 è comprensivo di tre tabelle:

  • la Tabella “A”, ove sono indicate le diverse spese che rilevano ai fini del “redditometro”, con an­no­ta­zio­ne di quelle che vengono valutate sulla sola base degli elementi presenti in Anagrafe tributaria, e di quelle che possono essere determinate sia mediante tale dato sia tramite il ricorso alle risultanze dell’ISTAT e/o a specifiche analisi di settore, e gli investimenti effettuati;

Tabella   A – Contenuto induttivo   degli elementi indicativi di capacità contributiva

 

 

CONSUMI

 

Tipologia   di spesa

Anagrafe   tributaria

Contenuto   induttivo

 
Alimentari   e bevande Spese   risultanti da dati disponibili  o   presenti in Anagrafe tributaria Spesa   ISTAT della tipologia di nucleo familiare di appartenenza  
Abbigliamento   e calzature  

Altro

ABITAZIONE

 
Mutuo Spese   risultanti da dati disponibili o presenti in Anagrafe tributaria

 
Canone   di locazione  
Fitto   figurativo(in   assenza, nel Comune di residenza, di abitazione in proprietà, o altro diritto   reale; locazione; abitazione in uso gratuito da familiare)

Spesa   calcolata moltiplicando il valore del fitto mensile al mq, basato sui dati   dell’OMI, cat. A/2 x mq 75 x numeri mesi  
Canone   di leasing immobiliare  

 
Acqua   e condominio Spesa   nedia ISTAT della tipologia di nucleo familiare di appartenenza (spesa media   mensile ISTAT del nucleo familiare di riferimento /75 mq) x numero dei mq   delle unità abitative: detenute in proprietà o altro diritto reale (qualora   non siano concesse in locazione o in uso gratuito al coniuge o ad un   familiare ivi residenti, non fiscalmente a carico); detenute in locazione  
Manutenzione   ordinaria Spesa   media ISTAT (per mq delle unità abitative) della tipologia di nucleo   familiare di appartenenza (spesa media mensile ISTAT del nucleo familiare di   riferimento / 75 mq) x numero dei mq delle unità abitative: detenute in   proprietà o altro diritto reale (qualora non siano concesse in locazione o   uso gratuito al coniuge o ad un familiare ivi residenti, non fiscalmente a   carico); detenute in locazione, detenute in uso gratuito dal coniuge o da un   familiare o da un familiare non fiscalmente a carico, residente nell’unità   abitativa  
Intermediazione   immobiliari (compensi ad agenti immobiliari) Spese risultanti da dati disponibili o presenti in Anagrafe tributaria

 
Altro Spese risultanti da dati disponibili o presenti in Anagrafe tributaria

COMBUSTIBILI ED ENERGIA

 

Energia elettrica

Spese   risultanti da dati disponibili o presenti in Anagrafe tributaria

 

Gas

 
Riscaldamento   centralizzato Spesa   media ISTAT della tipologia di nucleo familiare di appartenenza  

Altro

MOBILI, ELETTRODOMESTICI E SERVIZI PER LA CASA

 
Elettrodomestici   e arredi Spese   risultanti da dati disponibili o presenti in Anagrafe tributaria Spesa   media ISTAT della tipologia di nucleo familiare di appartenenza x numero di   unità abitative detenute in proprietà o altro diritto reale (qualora non   siano concesse in locazione o in uso gratuito al coniuge o ad un familiare   ivi residenti, non fiscalmente a carico) o detenute in locazione  
Altri   beni e servizi per la casa (biancheria, detersivi, pentole, lavanderia e   riparazioni)  
Collaboratori   domestici

 

Altro

SANITA’

 
Medicinali   e visite mediche Spese   risultanti da dati disponibili i presenti in Anagrafe tributaria Spesa   media ISTAT della tipologia di nucleo familiare di appartenenza  

Altro

 

TRASPORTI

 
Assicurazione   responsabilità civile, incendio e furto per auto, moto, caravan, camper,   minicar Spese   risultanti da dati disponibili o presenti in Anagrafe tributaria

 
Bollo   (auto, moto, caravan, camper, minicar)

 
Assicurazione   responsabilità civile, incendio e furto natanti, imbarcazioni e aeromobili

 
Pezzi   di ricambio, olio e lubrificanti, carburanti, manutenzione e riparazione di   auto, moto, caravan, camper minicar (Spesa   media ISTAT relativa ai mezzi di trasporto del nucleo familiare di   appartenenza / kW medi relativi ai mezzi di trasporto del nucleo familiare di   appartenenza, come individuati nell’allegato 1) x kW effettivi   relativi al mezzo di trasporto
  A     motore A     vela

4-7 mt.

€ 400/mt

€ 200/mt

7-10 mt

€ 700/mt

€ 350/mt

10-14 mt

€ 1.600/mt.

€ 1.600/mt.

14-18 mt

€ 3.000/mt.

€ 1.500/mt.

18-24 mt

€ 5.500/mt.

€ 2.500/mt.

>24

€ 12.000/mt.

€ 5.500/mt

Ultraleggeri e alianti

€ 4.000

< 2000 Kg

Monorotore

€ 8.000

Bimotore

€ 12.000

>     2.000 kg
Motore     a scoppio

€ 30.000

Turboelica

€ 70.000

Aerei     a reazione

€ 110.000

       

 

Pezzi   di ricambio, olio e lubrificanti, carburanti, manutenzione e riparazione,   ormeggi e rimessaggi di natanti ed imbarcazioni Pezzi   di ricambio, olio e lubrificanti, carburanti, servizi di hangaraggio,   manutenzione e riparazione di aeromobili Tram,   autobus, taxi e altri trasportiSpesa   media ISTAT della tipologia di nucleo familiare di appartenenza

COMUNICAZIONE

 
Acquisto   apparecchi per telefonia Spese   risultanti da dati disponibili o presenti in Anagrafe tributaria Spesa   media ISTAT della tipologia di nucleo familiare di appartenenza  

Spese telefono

Spesa   media ISTAT della tipologia di nucleo familiare di appartenenza  

Altro

ISTRUZIONE

 
Libri   scolastici, tasse scolastiche, rette e simili per:·           asili nido,·           scuola per l’infanzia,·           scuola primaria,

·           scuola secondaria,

·           corsi di lingue straniere,

·           corsi universitari,

·           tutoraggio,

·           corsi di preparazione agli esami

·           scuole di specializzazione

·           master

Spese   risultanti da dati disponibili o presenti in Anagrafe tributaria Spesa   media ISTAT della tipologia di nucleo familiare di appartenenza  
Soggiorni   studio all’estero

 
Canoni   di locazione per studentiuniversitari

 
Altro

TEMPO LIBERO, CULTURA E GIOCHI

 
Giochi   e giocattoli, radio, televisione, hi-fi, computer, libri non scolastici,   giornali e riviste, dischi, cancelleria,abbonamenti   radio, televisione ed internet, lotto e lotterie, piante e fiori, riparazioni   radio, televisore, computer Spese   risultanti da dati disponibili o presenti in Anagrafe tributaria Spesa   media ISTAT della tipologia di nucleo familiare di appartenenza  
Abbonamenti   pay-tv

 
Attività   sportive, circoli culturali, circoli ricreativi, abbonamenti eventi sportivi   e culturali

 

Giochi on-line

 

Cavalli

Spesa   per cavallo mantenuto in proprio:€   5 x numero dei giorni di possesso risultanti in Anagrafe tributariaSpese   per cavallo a pensione:€   10 x numero dei giorni in Anagrafe tributaria  
Animali   domestici (comprese le spese veterinarie) Spesa   media ISTAT della tipologia di nucleo familiare di appartenenza  

Altro

 

ALTRI BENI E SERVIZI

 
Assicurazioni   danni, infortuni e malattia Spese   risultanti da dati disponibili o presenti in Anagrafe tributaria

 
Contributi   previdenziali obbligatori

 
Barbiere,   parrucchiere ed istituti di bellezza Spesa   media ISTAT della tipologia di nucleo familiare di appartenenza  
Prodotti   per la cura della persona  
Centri   benessere

 
Argenteria,   gioielleria, bigiotteria e orologi Spesa   media ISTAT della tipologia di nucleo familiare di appartenenza  
Borse,   valige, ed altri effetti personali  
Onorari   liberi professionisti  
Alberghi,   pensioni e viaggi organizzati  
Pasti   e consumazioni fuori casa

 
Assegni   periodici corrisposti al coniuge Spese   risultanti da dati disponibili o presenti in Anagrafe tributaria

 

Altro

 

INVESTIMENTI

 
Elemento   indicativo di capacità contributiva Incremento   patrimoniale: 

ammontare   degli investimenti effettuati nell’anno, meno ammontare dei disinvestimenti   effettuati nell’anno e dei disinvestimenti netti dei 4 anni precedenti   all’acquisto dei beni, risultante da dati disponibili o presenti in Anagrafe   tributaria

per

    

 

 

Contenuto   induttivo

 
Immobili   (fabbricati e terreni) Incremento   patrimoniale, meno ammontare totale del mutuo  
Beni   mobili registrati (autoveicoli, caravan, motoveicoli, minicar, natanti e   imbarcazioni, aeromobili) Incremento   patrimoniale, meno il finanziamento  
Polizze   assicurative (investimento, previdenza, vita)

Incremento patrimoniale

 
Contributi   previdenziali volontari  

Azioni

Obbligazioni

Conferimenti

Finanziamenti

Capitalizzazioni

Quote di partecipazione

Fondi di investimento

Derivati

Certificati di deposito

Pronti contro termine

Buoni postali fruttiferi

Conti di deposito vincolati

Altri titoli di credito

Altri prodotti finanziari valuta estera

Oro

Numismatica

Filatelia

 
Oggetti   d’arte o antiquariato  
Manutenzione   straordinaria delle unità abitative  
Donazioni   ed erogazioni liberali  

Altro

 
     

l’allegato “1”, relativo ai Kw medi delle tipologie dei nuclei familiari relativi ai mezzi di trasporto, cal­co­lati sulla base dei dati presenti nel P.R.A.;

Allegato “1”: Kw medi delle tipologie di nuclei familiari   relativi ai mezzi di trasporto

 

kW medi della tipologia di nucleo familiare

Centro

Isole

Nord Est

Nord Ovest

Sud

Persona sola con meno di 35 anni

60,8

63,4

61,1

63,0

60,9

Coppia senza figli con meno di 35 anni

127,2

124,4

124,0

128,7

119,9

Persona sola con età tra 35 e 64 anni

79,4

72,9

80,5

80,2

72,0

Coppia senza figli con età tra 35 e 64   anni

141,2

121,6

143,9

139,9

121,6

Persona sola con 65 anni o più

27,2

20,0

25,3

24,8

18,5

Coppia senza figli con 65 anni o più

77,2

61,4

78,5

77,4

58,3

Coppia con 1 figlio

157,3

138,5

156,2

156,1

138,7

Coppia con 2 figli

164,3

150,8

158,8

160,9

149,4

Coppia con 3 o più figli

171,3

161,6

151,2

158,0

164,7

Monogenitore

95,3

90,0

89,2

93,5

88,5

Altre tipologie

150,1

144,9

133,3

138,7

150,5

la Tabella “B”, concernente le tipologie dei nuclei familiari e le relative aree territoriali di appartenenza.

Tabella B – tipologie di nuclei familiari

TIPOLOGIE di NUCLEI   FAMILIARI (*)

1

Persona   sola con meno di 35 anni

2

Coppia   senza figli con meno di 35 anni

3

Persona   sola con età compresa tra 35 e 64 anni

4

Coppia   senza figli con età compresa tra 35 e 64 anni

5

Persona   sola con 65 anni e più

6

Coppia   senza figli con 65 anni e più

7

Coppia   con 1 figlio

8

Coppia   con 2 figli

9

Coppia   con 3 o più figli

10

Monogenitore

11

Altre   tipologie
Le suddette tipologia di nucleo familiare sono suddivise in base alle 5 aree territoriali in cui è ripartito il territorio nazionale (Nord-Est, Nord-Ovest, Centro, Sud, Isole)

OSSERVA

Grande rilevanza, viene attribuita, infine, al contradittorio con il contribuente: l’ufficio, riscontrata l’incoerenza tra redditi e spese, prima di procedere all’eventuale accertamento e alla quantificazione   della pretesa tributaria, deve obbligatoriamente invitare il contribuente a   discuterne, chiedendogli di fornire chiarimenti e dandogli la possibilità di integrare le informazioni già in possesso dell’Agenzia. L’incoerenza, infatti,  in diversi casi, può avere svariate giustificazioni e diventare coerenza o, perlomeno, ridimensionarsi.

Il decreto all’articolo 4, ribadisce che il contribuente può dimostrare, ad esempio, di aver sostenuto certe spese con redditi diversi da quelli posseduti nel periodo d’imposta (risparmi conseguiti negli anni precedenti) o con redditi esenti (indennità per invalidità, borse di studio, eccetera) oppure già tassati mediante ritenuta alla fonte (come interessi su titoli di Stato o conti correnti), o ancora  grazie a donazioni ricevute. Somme, comunque, tutte legittimamente escluse  dalla base imponibile.

Franchigia di 1.000 euro al mese per le spese

Secondo una recente comunicazione dei vertici dell’Agenzia delle Entrate il redditometro ha l’obbiettivo di intercettare forme di evasione spudorata e i finti poveri, pertanto l’attività di analisi dell’Agenzia delle Entrate sarà orientata verso i fenomeni economicamente più rilevanti di evasione.

Nel dettaglio, al fine di fornire un valore-limite di non rilevanza della posizione fiscale, i vertici delle entrate hanno dichiarato che uno scostamente fino a 1.000 euro mensili di spese (pertanto, fino a 12.000 euro all’anno) non assume rilevanza per i controlli del fisco. Viene, pertanto, stabilita una franchigia al di sotto della quale, per motivi di efficienza ed efficacia dei controlli, il fisco si orienta verso altri fenomeni più consistenti di evasione fiscale.

I vertici dell’Agenzia delle Entrate hanno precisato che “con la platea di spesa ampliata (nel nuovo redditometro, infatti, si contano un centinaio di voci di spesa) non c’è criminalizzazione della ricchezza. Ciò che interessa non è più perché il contribuente ha comprato o perché ha speso, ma quello che si è speso”.

L’aumento delle voci di spesa, in buona sostanza, permetterebbe:

  • di svincolarsi dal sindacato delle singole voci di spesa più significative (per esempio l’acquisto di beni di lusso);
  • di valutare in modo più oggettivo l’effetto quantitativo della spesa (rapporto reddito-spesa), rendendo trascurabile l’elemento qualitativo (come si spende il reddito).

Riguardo all’imputazione delle spese, infine, i vertici delle Entrate rassicurano sul fatto che i contribuenti non dovranno conservare tutte le ricevute fiscali. Appare più utile allo scopo di giustificare la spesa:

  • provare che il finanziamento delle spese avviene con redditi diversi da quelli ottenuti nel periodo d’imposta, con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta, o comunque esclusi dalla formazione del reddito;
  • provare il diverso ammontare delle spese sostenute;
  • provare che la spesa è stata sostenuta da un soggetto diverso dal contribuente;
  • provare la diminuzione dei risparmi;
  • fornire documentazione da cui emerge che il costo che gli viene addebitato è inferiore rispetto a quello effettivamente sostenuto.

OSSERVA

Qualora il costo superi i 3.600 euro evidenziamo che non è necessario mantenere la documentazione relativa alla spesa, in quanto i dati affluiscono direttamente all’anagrafe tributaria.