Operatori che intrattengono rapporti con l’estero: semplificazioni IVA in vista

Operatori che intrattengono rapporti con l’estero: semplificazioni IVA in vista

 

Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che il DLgs. di semplificazione fiscale, approvato dal Consiglio dei Ministri in data 30.10.2014 e pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 28 novembre, prevede l’introduzione di importanti semplificazioni in materia di adempimenti IVA per i soggetti passivi che intrattengono rapporti con l’estero. In primo luogo, è prevista l’immediata inclusione nella banca dati VIES per i soggetti passivi che hanno manifestato tale volontà all’atto della presentazione della dichiarazione di inizio attività, oppure successivamente con apposita comunicazione, ma non solo. La nuova disciplina prevede, altresì, che l’Agenzia delle Entrate provveda a escludere dalla banca dati VIES i soggetti passivi che non presentano alcun modello Intrastat per quattro trimestri consecutivi. Un’altra rilevante novità concerne, invece, la modifica delle modalità di comunicazione delle lettere di intento trasmesse dagli esportatori abituali nei confronti dei propri fornitori, affinché questi ultimi possano fruire del regime di non imponibilità IVA di cui all’art. 8 co. 1 lett. c) del DPR 633/72. In base alla nuova procedura, per le operazioni da effettuarsi a decorrere dall’1.1.2015, il soggetto fornitore dell’esportatore abituale non sarà più tenuto a trasmettere periodicamente all’Agenzia delle Entrate i dati delle lettere di intento ricevute. Un’altra ultima novità, concerne, invece, la modifica del contenuto dei modelli Intrastat, per le prestazioni di servizi “generiche” di cui all’art. 7-ter del DPR 633/72, rese e ricevute con soggetti stabiliti nella UE. Il contenuto informativo dei modelli sarà ridotto alle seguenti informazioni concernenti: i) i numeri identificativi IVA delle controparti; ii) il valore totale delle transazioni; iii) il codice identificativo del tipo di prestazione resa o ricevuta; iv) lo Stato di pagamento. Ad ogni modo, le novità appena descritte (VIES, lettere d’intento e Intrastat) non saranno immediatamente operative: occorrerà attendere, infatti, oltre all’entrata in vigore del citato decreto legge di semplificazione fiscale, anche l’emanazione di nuovi provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle Entrate nel contesto del quale saranno stabilite le modalità operative delle nuove previsioni normative e il raccordo con le procedure già esistenti. Da ultimo, si precisa che, l’art. 21 del DLgs. “semplificazioni” modifica la periodicità delle comunicazioni relative alle operazioni con i paradisi fiscali (comunicazione Black list) e le condizioni a seguito delle quali è obbligatorio il monitoraggio. In particolare: i) la periodicità, da mensile o trimestrale, diviene annuale; ii) la comunicazione diviene obbligatoria solo se l’importo complessivo annuo delle operazioni è superiore a 10.000,00 euro. Quest’ultime novità riguardano le operazioni effettuate nell’anno solare in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo (il 2014, salvo improbabili ritardi nella pubblicazione sulla G.U.).

 

 

Premessa

Il DLgs. di semplificazione fiscale, approvato dal Consiglio dei Ministri in data 30.10.2014 e pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 28 novembre, prevede numerose semplificazioni fiscali per i soggetti passivi che effettuano operazioni commerciali con l’estero, apportando alla vigente normativa  sostanziali modifiche in materia di:

    • decorrenza di iscrizione all’archivio VIES (Vat Information Exchange System)
    • modalità di comunicazione delle lettere di intento trasmesse dagli esportatori abituali nei confronti dei propri fornitori,
  • contenuto dei modelli Intrastat;

 

  • periodicità delle comunicazioni Black list e le condizioni a seguito delle quali è obbligatorio il monitoraggio.
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Modifiche alla disciplina VIES

Come noto, l’archivio Vies (Vat Information Exchange System) è la banca dati che consente ai soggetti passivi dell’imposta sul valore aggiunto, in occasione dell’effettuazione di un’operazione intracomunitaria, di verificare la validità del numero di identificazione Iva delle proprie controparti, attraverso il collegamento con i sistemi fiscali degli Stati membri dell’Unione Europea.

 

Sulle modalità di iscrizione a tale archivio, interviene il decreto sulle semplificazioni fiscali con una specifica disposizione che renderà immediatamente operativa l’opzione esercitata da un soggetto passivo IVA per l’inclusione nella banca dati VIES, senza che a tal fine si renda necessario attendere che trascorrano 30 giorni dalla manifestazione dell’opzione (in sede di inizio attività o successivamente) per potere effettuare cessioni e acquisti intracomunitari di beni e servizi.

 

OSSERVA

Sul punto, si rammenta che, con riferimento alla vigente normativa, l’amministrazione finanziaria (C.M. n. 39 del 1° agosto 2011) ha:

  • categoricamente escluso la possibilità, per un soggetto in possesso di un numero di partita IVA, ma non ancora iscritto al VIES, di effettuare operazioni intracomunitarie;
  • espressamente indicato che, qualora effettuate, tali operazioni dovessero essere ricondotte nell’alveo del regime fiscale ordinario, con applicazione dell’imposta nello Stato membro di origine dei beni o di stabilimento del prestatore di servizi e con divieto di detrazione dell’imposta eventualmente applicata sugli acquisti con il meccanismo del reverse charge.

 

Ora, invece, per effetto delle novità introdotte è prevista l’immediata inclusione nella banca dati VIES per i soggetti passivi che hanno manifestato tale volontà:

  • all’atto della presentazione della dichiarazione di inizio attività;
  • oppure successivamente con apposita comunicazione.Peraltro, le modifiche apportate dal decreto sulle semplificazioni fiscali in materia di VIES non si esauriscono con l’immediata inclusione nella banca dati VIES, posto che è altresì previsto che l’Agenzia delle Entrate possa:
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  • escludere dalla citata banca dati VIES i soggetti passivi che non presentano alcun elenco riepilogativo (Intrastat) per quattro trimestri consecutivi;
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OSSERVA

Il provvedimento di esclusione non sarà automatico, ma preceduto da una comunicazione, si presume volta a permettere al soggetto passivo di fornire eventuali spiegazioni circa la mancata presentazione degli elenchi Intrastat e, dunque, a evitare l’estromissione dalla banca dati, ove ve ne siano le motivazioni.

 

  • far cessare la partita IVA ed escludere la stessa dalla banca dati VIES qualora i dati identificativi forniti dal soggetto passivo siano incompleti o inesatti.Ad ogni modo, la suddetta disposizione non sarà immediatamente operativa: occorrerà attendere, infatti, oltre all’entrata in vigore del decreto legge di semplificazione fiscale, anche un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate nel contesto del quale saranno stabilite le modalità operative delle nuove previsioni normative e il raccordo con le procedure già esistenti – e in parte non più operative – previste dai provvedimenti nn. 2010/188376 e 2010/188381 del 29 dicembre 2010.

 

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Novità in materia di lettere di intento

Nel regime attualmente vigente, chi vende beni o fornisce servizi a operatori non obbligati al pagamento dell’Iva sugli acquisti deve trasmettere all’Agenzia delle Entrate una specifica comunicazione (lettera di intento).

 

OSSERVA

Sul punto, si rammenta che possono acquistare senza pagamento dell’imposta, a norma dell’art. 8 co. 1 lett. c) del DPR 633/72, i cosiddetti esportatori abituali, ossia coloro che nell’anno solare precedente o nei 12 mesi precedenti, hanno registrato esportazioni e altre operazioni a esse assimilate per un ammontare superiore al 10% del volume d’affari conseguito nello stesso periodo (per esempio, coloro che nel 2011 hanno avuto un volume d’affari di 100.000 euro e hanno effettuato esportazioni per un valore superiore a 10.000 euro).

 

Per acquistare senza pagamento dell’Iva:

    • gli esportatori abituali devono presentare ai loro fornitori una dichiarazione d’intento;
  • i fornitori devono comunicare i dati della dichiarazione entro il termine di effettuazione della prima liquidazione periodica IVA, mensile o trimestrale, nella quale confluiscono le operazioni realizzate senza applicazione dell’imposta. Su tale impianto normativo, interviene il DLgs. di semplificazione fiscale modificando le modalità di comunicazione delle lettere di intento trasmesse dagli esportatori abituali nei confronti dei propri fornitori, affinché questi ultimi possano fruire del regime di non imponibilità IVA di cui all’art. 8 co. 1 lett. c) del DPR 633/72. Più precisamente, è previsto che, per le operazioni in regime di non imponibilità IVA, effettuate nel 2015 nei confronti degli esportatori abituali, i soggetti fornitori dei medesimi non dovranno più trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle lettere di intento ricevute. Infatti, alla luce delle novità:

 

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  • la trasmissione delle dichiarazioni di intento all’Agenzia sarà effettuata direttamente dall’esportatore abituale;

 

  • l’Agenzia delle Entrate, all’atto della ricezione delle lettere di intento, rilascerà una ricevuta telematica che l’esportatore abituale consegnerà al proprio fornitore congiuntamente a una copia della relativa lettera di intento;
  • il fornitore potrà effettuare l’operazione verso l’esportatore abituale in regime di non imponibilità IVA, ai sensi dell’art. 8, comma 1, lettera c) del DPR 633/72, una volta in possesso della lettera di intento e della ricevuta telematica;
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OSSERVA

Ad ogni modo, permane per il fornitore l’obbligo di:

  • verificare la ricevuta telematica rilasciata dall’Agenzia;
  • di indicare nella dichiarazione IVA annuale i dati relativi alle lettere di intento ricevute.

 

La norma in questione si rende applicabile alle lettere di intento relative alle fornitureda effettuare a decorrere dal 1° gennaio 2015”. Tuttavia, analogamente a quanto appena detto con riferimento alle nuove norme di inclusione al VIES, le modalità operative delle nuove regole dovranno essere definite da uno specifico provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, da emanarsi entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto legislativo e difficilmente ciò potrà avvenire entro la fine del 2014.

 

Novità in materia di modelli intrastat

Come noto, i soggetti passivi Iva, in riferimento alle operazioni intracomunitarie, devono presentare:

 

  • l’elenco riepilogativo delle seguenti categorie di operazioni effettuate nei confronti di soggetti passivi stabiliti in un altro Stato membro della Comunità europea:
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Cessioni intracomunitarie di beni comunitari
Prestazioni di servizi diverse da quelle oggetto di specifiche deroghe in tema di territorialità (articoli 7-quater e 7-quinquies del Dpr n. 633/1972)

 

  • l’elenco riepilogativo delle seguenti categorie di operazioni acquisite presso soggetti passivi stabiliti in un altro Stato membro della Comunità europea:
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Acquisti intracomunitari di beni comunitari
Prestazioni di servizi (articolo 7-ter del Dpr n. 633/1972).

 

Sul punto, si precisa che:

  • gli elenchi riepilogativi devono essere presentati all’Agenzia delle Dogane in via telematica entro il giorno 25 del mese successivo al periodo di riferimento;
  • i soggetti in possesso di abilitazione ai servizi telematici Entratel o Fisconline dell’Agenzia delle Entrate possono utilizzare questi canali anche per trasmettere gli elenchi Intrastat;
  • la trasmissione può essere effettuata direttamente dai contribuenti o tramite intermediari abilitati.Si rammenta, inoltre, che, ciascun elenco riepilogativo è presentato con periodicità differente in relazione all’ammontare delle operazioni con l’estero effettuate da ciascun contribuente.
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Cadenza presentazione modelli INTRASTAT
Periodi trimestrali Contribuenti che hanno effettuato operazioni, nei 4 trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni, per un ammontare totale trimestrale non superiore ad € 50.000,00
Periodi mensili Contribuenti che hanno effettuato operazioni, nel trimestre di riferimento e/o in uno dei 4 trimestri precedenti, per un ammontare superiore a € 50.000,00.

 

Su tale disciplina interviene il DLgs. di semplificazione fiscale introducendo sostanzialmente una modifica del contenuto dei modelli Intrastat, per le prestazioni di servizi “generiche” di cui all’art. 7-ter del DPR 633/72, rese e ricevute con soggetti stabiliti nella UE. Il contenuto informativo dei modelli sarà ridotto alle seguenti informazioni.

 

Informazioni contenute nel nuovo modello INTRASTAT
Numeri identificativi IVA delle controparti
Il valore totale delle transazioni
Il codice identificativo del tipo di prestazione resa o ricevuta
Lo Stato di pagamento

 

Ad ogni modo, le specifiche relative al nuovo contenuto dei modelli dovranno essere definite da un Provv. del direttore dell’Agenzia delle Dogane, da emanarsi entro 90 giorni dall’entrata in vigore della norma del DLgs. di semplificazione fiscale (13 dicembre 2014).

 

Novità in materia di modelli black list

I soggetti passivi Iva devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni (cessioni di beni e prestazioni di servizi rese ed acquisti di beni e prestazioni di servizi ricevute) con operatori economici con sede, residenza o domicilio negli Stati o territori a fiscalità privilegiata (cosiddetti “Paesi black list”) individuati dal decreto 4 maggio 1999 del ministro delle Finanze (per le persone fisiche) e dal decreto 21 novembre 2001 del ministro dell’Economia e delle Finanze (per le società). Sono attualmente escluse dall’obbligo di comunicazione in parola le operazioni che non superano i 500 euro (norma in vigore dal 2 marzo 2012).

 

I predetti dati devono essere attualmente comunicati all’Agenzia delle Entrate nel rispetto della seguente periodicità.

 

Cadenza presentazione comunicazione Black list
Periodi trimestrali Soggetti che hanno realizzato, nei 4 trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni (cessioni di beni, acquisti di beni, prestazioni di servizi e acquisti di servizi), un ammontare totale trimestrale non superiore a 50mila euro.
Periodi mensili Per tutti gli altri soggetti che non rientrano nella condizione su indicata.

 

Il modello di comunicazione di cui trattasi deve essere presentato all’Agenzia delle Entrate in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati, entro l’ultimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento.

 

OSSERVA

Per le operazioni effettuate a partire dal 1° ottobre 2013, la comunicazione va fatta – fermi restando i periodi di riferimento e i termini specifici fissati dagli articoli 2 e 3 del Dm 30 marzo 2010 – con il modello relativo alla comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva (spesometro). Tuttavia, per le operazioni effettuate fino al 31 dicembre 2013, accogliendo le richieste degli operatori economici, è stato consentito utilizzare, in alternativa al nuovo modello polivalente, le precedenti modalità di comunicazione.

 

Su tale adempimento interviene l’art. 21 del DLgs. “semplificazioni”, modificando:

 

  • la periodicità delle comunicazioni relative alle operazioni con i paradisi fiscali (black list);
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Periodicità Black List
Normativa vigente POST entrata in vigore decreto semplificazioni fiscali
Mensile Annuale in ogni caso
Trimestrale

 

  • le condizioni a seguito delle quali è obbligatorio il monitoraggio.  
  • Entrambe le novità riguardano le operazioni effettuate nell’anno solare in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo (il 2014). Sul punto, come rilevato da stampa specializzata (Eutekne.info “La comunicazione black list diviene annuale di Gianluca Odetto) “Rimangono, tuttavia, problemi che dovranno essere risolti in via interpretativa, tra i quali i principali riguardano:
  • La comunicazione diviene obbligatoria solo se l’importo complessivo annuo delle operazioni è superiore a 10.000,00 euro.
  • il contenuto della comunicazione annuale riferita al 2014 (le comunicazioni mensili o trimestrali riferite al 2014 medesimo, infatti, sono già state in gran parte presentate, per cui non è chiaro se gli stessi dati debbano essere replicati);
  • il termine di presentazione della comunicazione annuale (esso dovrebbe coincidere con quello di presentazione dello spesometro, anche se non vi è una regolamentazione precisa allo scopo);
  • l’esatta determinazione della soglia di 10.000,00 euro (essa dovrebbe essere riferita a ciascuna controparte estera)”.