E-commerce: stop a scontrini e ricevute per le operazioni svolte nei confronti di privati

Il decreto attuativo MEF del 27.10.2015 sono stati modificati gli obblighi di certificazione delle operazioni di e-commerce svolte nei confronti dei privati. Secondo quanto previsto dalle disposizioni contenute nel decreto (attuative del D.Lgs. n. 42/2015) a decorrere dal 01.01.2015 viene modificata la disciplina IVA relativa al commercio elettronico diretto ed ai servizi di telecomunicazione e teleradiodiffusione. Per tali operazioni, già esonerate dall’emissione della fattura, non sarà più necessario procedere alla certificazione dei corrispettivi tramite scontrino o ricevuta. Sono interessate dalla novità, in particolare, tutte le prestazioni di servizi rese tramite mezzi elettronici, quando il committente è domiciliato nel territorio dello Stato o ivi residente senza domicilio all’estero. Di conseguenza, la territorialità IVA dei servizi elettronici resi a privati domiciliati / residenti in Italia è ancorata esclusivamente al luogo di stabilimento del committente, a prescindere da quello del prestatore soggetto passivo. Al contrario, i servizi di e-commerce presati nei confronti di privati domiciliati o residenti in altri stati UE da parte di soggetti passivi italiani non sono rilevanti ai fini IVA in Italia bensì nello stato UE del committente. Si osservi che la novità è stata introdotta con effetto retroattivo dallo scorso 01.01.2015.

 

 

 

Premessa

Con il D.Lgs. n. 42/2015, come noto, sono state modificate alcune disposizioni in materia di territorialità IVA, con particolare riferimento alle operazioni di commercio elettronico. In attuazione di tale decreto, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha emanato il decreto 27.10.2015, con cui vengono eliminati gli obblighi di certificazione delle operazioni svolte nei confronti di committenti che agiscono al di fuori dell’esercizio dell’impresa, arte o professione.

 

Si segnala che, già in precedenza, per la stessa tipologia di operazioni era stato disposto l’esonero dall’emissione della fattura.

 

Sulla base di tali disposizioni, nel caso in cui un soggetto passivo italiano effettui un’operazione di e-commerce:

  • nei confronti di un privato italiano, dovrà versare l’IVA in Italia e potrà beneficiare dell’esonero dall’emissione di fattura, scontrino e ricevuta;
  • nei confronti di un privato UE, dovrà versare l’IVA nello stato UE e potrà beneficiare dell’esonero dall’emissione di fattura, scontrino e ricevuta (sarà in ogni caso tenuto all’identificazione nello stato UE ed all’iscrizione al MOSS);
  • nei confronti di un privato entraUE, non dovrà versare l’IVA e potrà beneficiare dell’esonero dall’emissione di fattura, scontrino e ricevuta.Di seguito illustriamo, la portata della modifica apportata alle disposizioni IVA in materia di commercio elettronico. 
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Servizi di commercio elettronico: territorialità

Come anticipato in premessa, l’articolo 1 del DL n. 42/2015 ha modificato le disposizioni in materia di territorialità IVA dei servizi di e-commerce, prevedendo che si considerano effettuate nel territorio dello Stato, se rese a committenti non soggetti passivi, le prestazioni di servizi rese tramite mezzi elettronici, quando il committente è domiciliato nel territorio dello Stato o ivi residente senza domicilio all’estero.

 

 
   

 

 

 

 

 

 

 

 

OSSERVA

Di conseguenza, la territorialità IVA di tali servizi “segue” esclusivamente il luogo di stabilimento del committente, a prescindere da quello del prestatore soggetto passivo.

Per le prestazioni di e-commerce gli operatori non residenti (UE / extra-UE) devono identificarsi in Italia, salvo che non dispongano di una stabile organizzazione al fine di assolvere l’IVA.

 

 
   

 

 

 

 

 

 

 

 

Specularmente, se tali servizi vengono resi a privati domiciliati o residenti in altri Stati UE da parte di soggetti passivi italiani, non sono rilevanti ai fini IVA in Italia, ma solamente nello Stato UE del committente. A tal fine l’operatore deve identificarsi nello Stato UE “di consumo” delle prestazioni al fine di assolvere l’IVA in tale Stato.

 

 
   

 

 

 

 

 

 

 

 

Qualora tali servizi debbano essere resi nei confronti di privati extra-UE, in continuità rispetto a quanto previsto nel periodo antecedente al D.Lgs. n. 42/2015, le relative operazioni  sono da considerare fuori campo IVA, fatta eccezione per le prestazioni di telecomunicazione e di teleradiodiffusione utilizzate in Italia.

 

       
   
 
   
Fuori campo IVA

 

 

 

 

 

 

 

 

OSSERVA

Si ricorda che dal 2015 è previsto uno specifico regime speciale denominato “Mini One Stop Shop” (MOSS), che consente al soggetto passivo di assolvere gli obblighi IVA in un solo Stato UE (tramite un portare web), evitando così l’identificazione in ogni Stato UE “di consumo”.

 

 

La certificazione dei corrispettivi

Come noto, l’art. 1, D.Lgs. n. 42/2015 prevede l’esonero dall’obbligo di fatturazione per i servizi in esame resi ai privati che non ne fanno espressa richiesta. Con il DM 27.10.2015, attuativo delle disposizioni contenute all’articolo 7 del predetto D.Lgs.  viene stabilito che non sono soggette all’obbligo di certificazione dei corrispettivi le seguenti tipologie di operazioni:

 

  • “prestazioni di servizi di telecomunicazione, di servizi di teleradiodiffusione e di servizi elettronici rese a committenti che agiscono al di fuori dell’esercizio d’impresa, arte o professione”.Pertanto, qualora non venga espressamente richiesta la fattura, il prestatore non dovrà certificare le predette operazioni con scontrino o ricevuta.

 

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SCHEMA RIEPILOGATIVO
Soggetto passivo IVA italiano
 

Prestazioni e-commerce nei confronti di…

 

…privato italiano …privato UE …privato extra UE
Versamento IVA in Italia Versamento IVA nello stato UE

(identificazione e MOSS)

Fuori campo IVA
 

Esonero dall’emissione della fattura (salvo richiesta), dello scontrino e della ricevuta

 

 

 

Gli adempimenti previsti dagli altri paesi e l’imposta

Analizzato quanto previsto dalle disposizioni nazionali, di seguito illustriamo le principali informazioni relativa al regime d’imposta e documentale adottato dagli altri paesi UE:

 

PREVISIONI DEGLI ALTRI PAESI UE
Stato membro Applicazione del criterio di utilizzo Aliquota IVA ridotta Aliquota IVA ordinaria Fattura per operazioni  nei confronti di privati
Austria 10% per servizi resi da imprese di broadcasting 20% per altri servizi No
Belgio No 21% No
Bulgaria No 20% No*
Croazia No 25% **
Cipro 19%
Danimarca No 25% No
Estonia No 20% No
Finlandia No 24% No
Francia No 10% per il broadcasting televisivo 5,5% per e-books e audiolibri 2,1% per i quotidiani in formato elettronico 20% per altri servizi No**
Germania 19% No
Grecia 23% (16% in casi particolari) No**
Irlanda 23% No
Italia 4% per e-books 22% per altri servizi No*
Lettonia 21% No*
Lituania No 21% ***
Lussemburgo 3% per e-books 17% per altri servizi No
Malta No 18% No
Paesi Bassi No 21% No
Polonia No 8% per ricezioni radio e TV 23% per altri servizi No*
Portogallo 23% (22% a Madeira, 18% nelle Isole Azzorre) 23% ovunque per chi opta per il MOSS No per i soggetti non residenti che optano per il MOSS. Sì per i soggetti residenti
Repubblica Ceca No 21% No
Regno Unito 20% No
Romania No 24% **
Slovacchia No 20% No
Slovenia 22%
Spagna 21%
Svezia No 25% No
Ungheria No 27%
* La fattura deve essere emessa, se richiesta dal cliente (non applicabile in Polonia per i servizi di telecomunicazione)

** La fattura deve essere emessa in casi particolari e/o può essere necessaria l’emissione di un documento alternativo

*** Sono ammessi documenti alternativi alla fattura