DL Sblocca Italia: le novità dopo la conversione in legge

DL Sblocca Italia: le novità dopo la conversione in legge

 

 

Recentemente è stato convertito in legge (n. 164/2014) il decreto Sblocca Italia (DL n. 133/2014), con cui vengono confermate le principali novità contenute nel decreto. Ci si riferisce, in particolare, all’agevolazione per l’acquisto di immobili destinati alla locazione e all’introduzione della disciplina del c.d. “rent to buy”: in riferimento a tali innovazioni, si devono segnalare alcune modifiche rispetto a quanto previsto originariamente dal DL (in riferimento all’agevolazione sull’acquisto, viene ora riconosciuta la deduzione anche per gli interessi passivi del mutuo). In occasione della legge di conversione, il legislatore ha introdotto alcune nuove disposizioni in riferimento alla possibilità, per i comuni, di riconoscere un’aliquota IVA per gli immobili locati per cui i locatori hanno accettato una riduzione del canone. Sempre in riferimento alla conversione in decreto, del DL Sblocca Italia, si deve riportare la conferma delle disposizioni in materia di agevolazioni sull’acquisto di auto, in materia di registrazione delle locazioni, di liberalizzazione delle grandi locazioni.

 

 

Premessa

Con il DL n. 133/2014 (DL Sblocca Italia) vengono introdotte numerose disposizioni al fine di semplificare e razionalizzare la disciplina delle locazioni immobiliari, degli incentivi sull’acquisto di auto ecologiche ed in materia di Rent to Buy. Con la conversione in legge del decreto, il legislatore ha apportato alcuni correttivi alle precedenti disposizioni del DL, in ogni caso confermando sostanzialmente quanto precedentemente previsto. Una novità (che ha trovato ingresso solamente con la conversione in legge del decreto) si deve segnalare in materia IMU: viene prevista la facoltà, per i Comuni, di individuare un’aliquota d’imposta ridotta qualora il locatore di un immobile abbia accettato una riduzione del canone di locazione.

 

Con la presente trattazione analizziamo le novità contenute nella legge di conversione, precisando che le disposizioni sono entrate in vigore (nella versione prevista dalla legge di conversione) in data 12.11.2014, ovvero il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 262 del 11.11.2014) della legge di conversione n. 164 del 11.11.2014.

 

Le novità nella legge di conversione, modifiche e conferme

 

Accordi di riduzione del canone di locazione In riferimento alla possibilità di riduzione del canone di locazione, il DL n. 133/2014 ha previsto la sostanziale esenzione dalle imposte di bollo e di registro, al fine di non onerare ulteriormente la scelta del locatore.

 

Con la legge di conversione è stata introdotta la possibilità di definire un accordo di riduzione del contratto di locazione anche attraverso l’assistenza di organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori.

 

Viene prevista, per i comuni, la possibilità di introdurre la riduzione dell’aliquota IMU a favore dei soggetti che operano tale riduzione.

 

Riqualificazione degli esercizi alberghieri Viene confermata l’emanazione di un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per individuare le condizioni di esercizio dei condhotel, ovvero gli esercizi alberghieri aperti al pubblico, di gestione unitaria, e composti da una o più unità immobiliari ubicate nello stesso comune o da parti di esse.

 

Nel DPCM saranno stabiliti i criteri e le modalità per la rimozione del vincolo di destinazione alberghiera in caso di interventi edilizi su alberghi esistenti e, seppure limitatamente, alla realizzazione della quota delle unità abitative a destinazione residenziale.

 

Agevolazione sull’acquisto di immobili da locare Viene confermata la deduzione riservata agli acquisti di unità immobiliari, effettuati dal 01.01.2014 al 31.12.20117 da parte di persone fisiche non esercenti attività commerciali destinati alla locazione.

 

Per effetto della conversione in legge del DL n. 133/2014 viene previsto che le unità immobiliari, per essere agevolabili, devono risultare invendute alla data del 12.11.2014 (tale condizione, si specifica, non vale per i precedenti acquisti).

 

L’agevolazione spetta con riferimento alle spese di acquisto di unità immobiliari di nuova costruzione o oggetto di restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione, nonché per le spese sostenute per prestazione di servizi dipendenti da un contratto d’appalto per la costruzione di unità immobiliari.

 

Per essere agevolato, l’immobile deve corrispondere ai seguenti requisiti:

 

REQUISITI
Requisiti Destinazione residenziale “non di lusso”; sono infatti agevolati gli immobili di categoria catastale A, ad eccezione di A/1, A/8 e A/9.
Non sia localizzato nelle zone omogenee classificate E di cui al DM n. 1444/68, ossia non si tratti di costruzione in parti del territorio destinate ad usi agricoli.
Consegua prestazioni energetiche di classe A o B nazionale ovvero in base alla relativa normativa regionale.
Destinato, entro 6 mesi dall’acquisto, alla locazione per almeno 8 anni e purché tale periodo abbia carattere continuativo, la deduzione non viene meno se, per motivi non imputabili al locatore, il contratto di locazione si risolve prima del decorso del suddetto periodo e ne viene stipulato un altro entro 1 anno dalla data della risoluzione del precedente contratto.

 

Con specifico riferimento alla locazione, invece, è necessario che non sussistano rapporti di parentela entro il primo grado tra locatore e locatario e che il canone di locazione non sia superiore a quello definito i) dalla convenzione-tipo ex art. 18, DPR n. 380/2001, stipulata al fine del rilascio della licenza a costruire relativamente agli interventi di edilizia abitativa convenzionata ovvero ii) al minore importo ex art. 2, comma 3, Legge n. 431/98, ossia dai c.d. contratti a “canone concordato” tra le organizzazioni della proprietà edilizia e quelle dei conduttori maggiormente rappresentative, oppure infine ai iii) contratti a “canone speciale”, per i quali lo stesso non deve superare il 5% del valore convenzionale dell’alloggio locato.

 

La deduzione spetta nella misura del 20% del prezzo di acquisto dell’immobile risultante dall’atto di compravendita, ovvero dell’ammontare complessivo delle spese di costruzione attestate dall’impresa che ha eseguito i lavori (con aggiunta degli interessi passivi dipendenti dal mutuo per l’acquisto dell’unità immobiliare). Viene fissato un ammontare massimo di spesa pari a 300.000 euro.

 

La deduzione va ripartita in 8 quote annuali di pari importo, è riconosciuta a decorrere dall’anno in cui è stipulato il contratto di locazione, e non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per le medesime spese

Con la conversione in legge del DL, viene prevista la “conservazione” della predetta deduzione anche in caso di cessione in usufrutto dell’immobile agevolato “anche contestualmente all’atto di acquisto e anche prima della scadenza del periodo minimo di locazione” a soggetti giuridici operanti da almeno 10 anni nel settore degli alloggi sociali. In ogni caso deve essere mantenuto il vincolo alla locazione ed il corrispettivo dell’usufrutto, calcolato su base annua, non ecceda le soglie massime dei canoni determinati in base ai criteri in precedenza illustrati.

Liberalizzazione delle grandi locazioni Viene confermata la modifica alle disposizioni contenute nella legge n. 392/79 (art. 79) in materia di grandi locazioni. La legge di conversione, in questo caso, si è limitata a specificare che la nuova disciplina non si applica ai contratti in corso al 12.11.2014 (ovvero la data di entrata in vigore della legge di conversione) bensì a quelli stipulati da tale data.

 

Secondo le disposizioni attualmente applicabili, quindi, in presenza di contratti di locazione ad uso non abitativo, con canone annuo superiore a 250.000 euro e non riferiti a locali di interesse storico, le parti potranno termini e condizioni in deroga alle disposizioni contenute nella citata legge.

 

 

 

 
Autoveicoli – semplificazione degli incentivi Per effetto delle disposizioni contenute nella legge di conversione del Decreto Sviluppo n.83/2012 (anche detto Decreto crescita), sono state stanziate risorse per finanziare il bonus (fino a 5000 euro) a favore di coloro che acquistano auto elettriche o ibride a basse e bassissime emissioni di C02.

 

Con il DL Sblocca Italia (art. 17 decies DL n. 133/2014), il legislatore ha introdotto alcune modifiche alla disciplina dell’incentivo, eliminando le previgenti limitazioni in materia di termini di possesso e requisiti del veicolo da rottamare. Si segnala, in particolare, l’eliminazione del vincolo di rottamazione di un veicolo immatricolato da almeno 10 anni, il vincolo di possesso minimo del veicolo rottamato ed il vincolo di strumentalità esclusiva del veicolo all’esercizio dell’impresa. Viene effettuata, inoltre, una modifica alle percentuali di sconto, che ora divengono modulabili: mentre veniva previsto, per il 2014 ed il 2015, un incentivo del (rispettivamente) 20% e 15%, ora viene prevista la concessione di un incentivo fino al 20% ed al 15%.

 

LE MODIFICHE
Viene richiesta L’immatricolazione del veicolo, oltre al suo acquisto.
Semplificazioni Il veicolo da rottamare non deve essere più intestato da 12 mesi dalla data di acquisizione del nuovo veicolo.
Il veicolo non deve più risultare immatricolato da almeno 10 anni prima della data d’acquisto del nuovo veicolo.
Misura L’incentivo può essere modulabile fino al 15-20% a seconda dell’anno di acquisto.
Veicoli I veicoli agevolabili sono quelli corrispondenti alle categorie L1E, L2E, L3E, L4E, L5E, M1, N1, L6E, L7E.

I massimali del contributo per il 2014 ed il 2015 sono i seguenti:

 

MASSIMALI DEL CONTRIBUTO
Anno Emissioni
50 g/km 95 g/km 120 g/km
2014 5.000 4.000 2.000
2015 3.500 3.000 1.800
Rent to buy Anche in riferimento alla disciplina del Rent to buy, si deve segnalare la sostanziale conferma delle disposizioni contenute nel precedente DL n.133/2014. In sede di conversione, il legislatore si è limitato a definire alcuni dettagli della disciplina, quali la previsione di un corrispettivo nell’ipotesi in cui il concedente non provveda ad esercitare il diritto di acquisto dell’immobile entro la data fissata.

 

Si ricorda che tale tipologia di contratto prevede che il conduttore (potenziale acquirente dell’immobile) possa ottenere l’immediata disponibilità dell’immobile, con diritto di acquistarlo entro un termine determinato “recuperando” i canoni di locazione versati per il godimento dello stesso (c.d. “rent to buy”).

 

L’art. 21 del DL convertito prevede l’applicazione dell’art. 2645-bis cc in materia di “Trascrizione di contratti preliminari”. Secondo la richiamata disposizione, gli effetti della trascrizione del preliminare cessano, se entro 1 anno dalla data convenuta tra le parti per la conclusione del contratto definitivo e in ogni caso entro 3 anni dalla trascrizione del preliminare, non sia eseguita la trascrizione del contratto definitivo o di altro atto che comunque costituisce esecuzione del contratto preliminare.

 

Per i contratti in esame, il comma 3 dell’art. 21 estende il predetto termine triennale a tutta la durata del contratto e comunque per un periodo non superiore a 10 anni. La trascrizione produce gli stessi effetti di cui all’art. 2643, comma 1, n. 8, C.c., relativamente alla trascrizione dei contratti di locazione di beni immobili che hanno durata superiore a 9 anni.

 

In caso di mancato pagamento, anche non consecutivo, di un numero minimo di canoni (fissati dalle parti), non inferiore ad 1/20 del numero complessivo degli stessi, il contratto si risolve.

 

Ai contratti in esame sono applicabili:

  • l’art. 2668 comma 4 cc, relativo alla cancellazione della trascrizione dei preliminari;
  • l’art. 2825-ter cc in merito alla “Ipoteca sul bene oggetto di contratto preliminare”;
  • gli artt. da 1002 a 1007 e 1012 e 1013 cc in quanto compatibili;
  • in caso di inadempimento trova applicazione l’art. 2932, C.c. “Esecuzione specifica dell’obbligo di concludere il contratto”.

 

Qualora il contratto abbia ad oggetto un’abitazione, la disposizione contenuta nell’art. 8, comma 1, D.Lgs. n. 122/2005 opera fin dalla concessione del godimento. Si ricorda che tale disposizione stabilisce che “il notaio non può procedere alla stipula dell’atto di compravendita se, anteriormente o contestualmente alla stipula, non si sia proceduto alla suddivisione del finanziamento in quote o al perfezionamento di un titolo per la cancellazione o frazionamento dell’ipoteca a garanzia o del pignoramento gravante sull’immobile”.

 

Si segnala, infine, la modifica delle disposizioni contenute nell’articolo 8 del DL n. 47/2014 in materia di riscatto dell’alloggio sociale. Secondo la modifica (che dovrà essere autorizzata dalla UE), le norme in materia di riscatto“… si applicano anche ai contratti di locazione con clausola di trasferimento della proprietà vincolante per ambedue le parti e di vendita con riserva di proprietà, stipulati successivamente alla data di entrata in vigore della presente disposizione”.

 

Novità in materia autotrasporto In sede di conversione sono state introdotte alcune disposizioni in materia di autotrasporto. In particolare, viene previsto che i soggetti che hanno ricevuto contributi per la formazione (art. 2 comma 2 lettera f) DPR n. 227/2007) possono utilizzare tali contributi come crediti d’imposta senza applicazione della limitazione di 250.000 euro annuali (dopo la comunicazione dal MIT all’Agenzia delle Entrate degli elenchi dei beneficiari e dei relativi contributi spettanti).

 

Per l’acquisizione di beni capitali, di cui all’articolo 2 comma 2 lettera c) e d) DPR n. 227/2007, viene previsto l’obbligo di utilizzare tali contributi come credito d’imposta in compensazione tramite modello F24, salva la possibilità di richiedere espressamente l’utilizzo in via diretta. Nel caso di utilizzo come credito d’imposta, non si applica – come nel caso precedente – la limitazione di 250.000 euro, salva la comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei beneficiari.